"Cancro" e malattie del corpo: vendette estreme dei "Danzatori" ? Un'ipotesi suggestiva da prendere in considerazione

"Il popolo non ha pane ?! Che mangi Brioche!"

(frase erroneamente attribuita a Maria Antonietta D'Asburgo)

 

 

Partendo dall'assunto anticartesiano dell'unità inscindibile mente-corpo, vorrei avanzare in questo paragrafo un'ipotesi alquanto forte ed azzardata ma a mio parere pregna di un grande significato che meriterebbe un'attenta riflessione

Come ho già spiegato in grandi linee, i "Danzatori del Caos" se non gestiti nel modo giusto all'interno della propria mente, possono portarci a conseguenze particolarmente dannose; soffocando e reprimendo le loro richieste misteriose e fingendo che essi non esistano, finiamo per trasformarli in nemici e ad alimentare in loro un istinto vendicativo che ci induce a condurre una Vita all'insegna dell'autodistruttività. All'inizio non ne abbiamo consapevolezza, la loro vendetta agisce e logora silenziosamente...e noi siamo convinti che stiamo vivendo la nostra Vera Vita in modo spontaneo ed autentico, magari alienandoci nel mondo del lavoro per fuggire al dolore e ai brutti pensieri. Poi...all'improvviso, dopo anni e anni di equilibrio apparente, l'Odio represso dei "Danzatori" che già da tempo cresceva nell'omertà si manifesta in tutta la sua violenza distruttiva e...spesso è troppo tardi contrastarne l'effetto ad uno stadio così avanzato. Il male che generano i "Danzatori" non ascoltati è paragonabile al cancro e a molte malattie autoimmuni; tali stati morbosi hanno cause quasi del tutto ignote, le teorie attuali della medicina sono riuscite al massimo ad individuare ALCUNI fattori predisponenti e di rischio per il loro sviluppo ma non la loro Vera origine. Si tratta di malattie ancora sconosciute, il cui senso (sempre che esista)  non è stato ancora scoperto. L'ipotesi che voglio avanzare è di matrice psicosomatica; in semplici parole, tali malattie in quanto alterazioni del funzionamento corporeo, devono essere necessariamente legate anche al funzionamento della mente; tale meccanismo è più che dimostrato in molte malattie come ad esempio la gastrite e la colite nervosa e quindi nulla ci rende difficile ipotizzare che anche per il cancro e le malattie autoimmuni possa valere la stessa cosa; esse sarebbero correlate a continue "richieste" interne e profonde che non sono mai state ascoltate e che ad un certo punto..."scoppiano"; i "Danzatori", se potessero parlare, si esprimerebbero più o meno così: "Visto e considerato che non fai altro che ignorare le nostre urla, trasformeremo il nostro Dolore in una realtà concreta e chiaramente visibile (malattia corporea) e ti metteremo così, spalle al muro, in una condizione tale che dovrai per forza ascoltarci! Se non lo farai...morirai!". La chemioterapia (o radioterapia che sia) utilizzata dalla Medicina tradizionale, in quanto unico metodo "terapeutico" conosciuto, è in realtà solo un palliativo; molto spesso essa non si rivela per nulla efficace proprio perché il suo effetto è puramente distruttivo e repressivo (purtroppo anche per le parti sane!), quindi non fa altro che reiterare un circolo perverso di "soppressione" che è già alla base della malattia stessa. La "Vera" causa del disastro interiore resta sempre e comunque ignota ed è per tale motivo che spesso il cancro resiste alla chemio oppure fa finta di scomparire per poi tornare di nuovo anche dopo molti anni; esso torna perché non è stato davvero compreso. Metaforicamente, l'effetto della chemio è paragonabile all'azione repressiva del "Consigliere" che, come la Medicina tradizionale, invece di cercare di capire le cause originarie di un problema, si limita a reprimere SOLO l'effetto manifesto racchiudendolo in uno schema sicuro e confortante ma senza affrontare la dimensione ignota e sconfinata che vi è dietro; il problema viene apparentemente eliminato quando invece dovrebbe essere compreso ed integrato! Quante volte ti sarà capitato di attraversare un periodo con ricorrenti episodi di emicrania? Il medico di base ti prescrive un antidolorifico e...magicamente il dolore alla testa "scompare", o per meglio dire, viene provvisoriamente "zittito" mentre il "Vero Dolore" di fondo all'origine del mal di testa resta del tutto immutato e, se non "contento", tornerà a manifestarsi quando e come vuole.

In tale discorso non mi sto rifererendo solo a malattie individuali del corpo e della mente ma anche a quelli che definirei "cancri sociali" che si infiltrano silenziosamente nella nostra società, nelle nostre città, svolgendo in silenzio e al "buio" loschi affari criminosi che tolgono energia preziosa all'organismo sociale, proprio come avviene al corpo malato del singolo individuo che deperisce fino alla morte. Manco a farlo apposta, nei nostri complessi urbani, i cosiddetti "quartieri difficili" si trovano spesso "relegati" nelle zone periferiche o basse della città in netto contrasto con le zone "alte" e collinari in cui risiedono le persone più benestanti e presunte "perbene"; il quartiere del "Vomero" a Napoli (o anche Beverly Hills a Los Angeles) ne è un tipico esempio. Al suo "opposto" si potrebbe collocare il quartiere "Sanità" al quale si accede anche usando un ascensore che nel giro di pochi secondi ti porta giù in uno scenario completamente diverso rispetto alla "superficie"; molte volte in cui mi sono recato lì, ho avvertito  a pelle un notevole "stacco" e ciò mi ha richiamato alla mente la metafora della "discesa agli inferi", dell'Inferno dantesco e della terrificante visita al proprio inconscio. Se solo si riuscisse a portare "luce" tra i "Danzatori" dell'Immensa "Napoli sotterranea", da essa emergerebbero ricchezze storiche, esistenziali ed intellettuali che pochissime città al mondo hanno la fortuna di avere...ma ciò resta, almeno a mio parere, una bellissima utopia.

La discriminazione e la ghettizzazione dei "quartieri difficili" sembrano essere all'origine dell'incattivimento e del disagio degli abitanti che vi risiedono; tanto più tali abitanti si sentono abbandonati, tanto più tendono a sopperire "a modo loro" a tale mancanza, organizzandosi con proprie Leggi (ovviamente selvagge) e con un proprio modo di farsi giustizia, costituendo uno "Stato alternativo".

Discorso simile vale anche per gli atti terroristici da parte di masse le cui richieste sono state per lungo tempo soppresse ed umiliate; nel tempo tali masse accumulano Odio, progettano la loro vendetta ed infine scoppiano in "eventi tumorali" di estrema entità; vedi ad esempio l'evento dell'11 Settembre che è riuscito a diffondere "metastasi" nell'intero pianeta! 

Il segreto per "proteggersi" potrebbe essere parlare e lasciar parlare ciò che abbiamo dentro, prestando ascolto alle richieste delle "masse represse" interne ed esterne, illuminando gli angoli più bui e rompendo una volta per tutte quel silenzio falso ed omertoso che alberga dentro di noi e...nel nostro mondo sociale, tutto ciò, ovviamente, nei limiti delle nostre piccolissime umane possibilità. Rispondere agli attentati degli "oppressi" con altrettanta repressione non aiuta a risolvere il problema, al contrario getta benzina sul fuoco. 

Sarà forse il "progresso" della nostra civiltà attuale ad illuderci e a farci allontanare da quelle che sono le nostre "Naturali" e "VERE" esigenze? Sarà questa "ALMENO UNA" delle basi su cui poggia l'epidemia di tumori a cui assistiamo ogni giorno? Ai posteri l'ARDUA sentenza...se mai ce ne sarà una...

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