Dittature, "nazismi" e religioni: una scelta debole... da deboli.

Prediligo l' “anarchismo” perché ritengo che il singolo essere umano dovrebbe possedere e sfruttare una legge interna autonoma e non essere schiavo di una legge esterna (eteronoma) non da lui costituita; l'uomo possiede un cervello molto più evoluto in confronto agli altri animali ed è capace di svolgere un ruolo attivo: costruisce, distrugge, modifica, restaura ed amplia, dunque, se lo vuole, può sfruttare tali capacità per edificare il proprio mondo interno con i suoi limiti, i suoi confini, le sue aree chiare e le sue aree scure. Ognuno dovrebbe crescere, svilupparsi ed evolversi liberamente seguendo la propria Vera indole ed essenza. I limiti del bene e del male sono estremamente relativi ed elastici ed ognuno dovrebbe trovarli e comprenderli all'interno di se stesso; tale è un diritto e un dovere di tutti gli essere umani.

Non si dovrebbero commettere omicidi, stupri e quant'altra sorta di violenza solo per compiacenza ad una legge prestabilita avanzata da una autorità indiscutibile e presumibilmente superiore che li vieta e quindi per timore di subire una punizione (pena), bensì in virtù del raggiungimento di una maturazione e consapevolezza interiore di rispetto verso l'altro, di civiltà e di amore per la diversità, la moltitudine e la varietà. L'amore per l'altro non si insegna e non si impone bensì è un sentimento che può solo nascere spontaneamente.

Rimanere per tutta la vita succubi di un'autorità indiscutibile e tiranna, che sia un Dio, un Presidente, un Papa, un boss camorristico, un politico, un padre, una madre, una teoria, un'ideologia, un dogma ecc. ecc. , significa rinunciare a se stessi e alla propria autentica esistenza e di fatto...rimanere vuoti, passivi e fragili come una marionetta di carta; significa non diventare mai VERAMENTE Adulti e permanere in eterno in una condizione di fissità statica ed antievolutiva, come il bambino inglobato tra le grinfie di un genitore che più o meno consapevolmente gli ostacola la crescita.

La legge esterna non dovrebbe indicare il  (presunto) giusto comportamento da seguire  attraverso l'indottrinamento e l'educazione, ma offrire un'opportunità di riflessione e di elaborazione della realtà sociale dalla quale poter generare una personale legge interiore che renda possibile la propria autogestione; l'obiettivo della scuola, della famiglia e dell'intera società non dovrebbe essere l'educazione ma la Formazione.

Usiamo il cervello visto che ce l'abbiamo, sfruttiamo le nostre potenzialità e facciamo di tutto per conquistare la nostra Libertà. Se davvero acquistassimo fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità autoregolative, sono sicuro che non avremmo più bisogno di un'autorità da temere e a cui prostrarci ma capiremmo da soli dove si pone il confine tra il bene e il male. Un'utopia? Sì, forse con certezza assoluta ma mi piace immaginare che un giorno tutto ciò potrà essere reale.

Io ho già scelto di seguire la mia strada...chi mi segue?

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