Note Biografiche


Daniele Mancusi
Daniele Mancusi

Daniele Mancusi nasce nel freddo Dicembre del 1982 a Napoli. Dopo aver conseguito la Maturità Classica, si laurea in Psicologia e specializza in Psicologia clinica e dello sviluppo con una tesi sul feticismo e la perversione. 

 

"Morbosamente" innamorato fin da giovanissimo di Arte, Filosofia, Psicoanalisi, oltre che di letteratura dell'orrore, nordica ed erotica, riscopre pian piano il bisogno di "narrarsi" attraverso la scrittura (poesia, prosa e drammi teatrali) ma senza precludersi "esperimenti" di scultura e  pittura.

 

Nell'Aprile del 2008 pubblica con l'Editore Montedit la sua prima raccolta di poesie dal titolo "Speculare" e  partecipa nel corso degli anni seguenti a svariati concorsi letterari sia di Narrativa che di Poesia con testi che talvolta ottengono la pubblicazione in raccolte antologiche.

 

Successivamente, nel Giugno 2014, pubblica una seconda raccolta poetica dal titolo "Se chiudo gli occhi... mi ami?!", opera consequenziale a "Speculare" ma al tempo stesso punto di partenza di una nuova forma espressione più matura e consapevole. 

 

Il suo progetto artistico è un autentico “naufragio” nell'angosciante (e al tempo stesso ammaliante) dimensione dell'inconscio, un coraggioso vis-à-vis con i dèmoni interiori, che gli ha permesso, a piccoli e dolorosi passi, la riscoperta dell'arte e della scrittura come irrinunciabile catarsi del terrore e della sofferenza.  Attraverso le sue opere "urlanti", mira a diffondere messaggi simbolici che sono il più delle volte intrisi di contenuti irriverenti, inquietanti e provocatori; biasimando gli ipocriti valori e costumi della società perbenista, si propone di mettere a nudo le parti più oscure e "sporche" dell'essere umano (in primis quelle che definisce “Danzatori”), segmenti di personalità che per quieto vivere e convenienza sono tenuti sotto controllo e dissimulati da una maschera Culturale di falsa bellezza.  Il suo fine? Indurre nell'osservatore (lettore) una spinta a mettersi in discussione, a riappropriarsi della dimensione Naturale e ad integrare nel proprio animo anche e soprattutto le parti più oscure... perché è solo portando luce nel terrore del buio che esso smette di essere tale. 

 

L'elemento ricorsivo che caratterizza la sua produzione artistica è la "Neve" ed il sostanziale simbolismo che le attribuisce: essa si genera da una crisi, da un contrasto violento tra correnti di natura opposta, senza il quale non possono sussistere crescita ed evoluzione; la "Neve" è  punto di congiunzione e transizione tra il mondo dell'Oscurità e della Luce, è integrazione perfetta tra male e bene, bellezza (vitale) e morte... in perpetua Danza...


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